Tuscania, 6 febbraio 1971: un terremoto che colpisce al cuore

TUSCANIA - Erano le 19.09 del 6 febbraio 1971 quando  un boato improvviso spezzò la tranquillità della  piccola cittadina dell'alto viterbese, con una scossa di magnitudo pari a 4,5 della scala Richter. Una sera come tante altre, dove la popolazione si accingeva a cenare con le proprie famiglie, la natura si presentò furiosamente a rompere  la consuetudine che scandiva la vita delle persone. Case che crollano, buio, disperazione, urla. Più di 100 feriti, oltre a 31 morti accertati: una vera catastrofe. I primi aiuti arrivarono da Viterbo, ma non tardarono quelli dalla capitale, dove immediatamente appresa la notizia, colonne di uomini e mezzi schizzarono come missili alla volta di Tuscania. Lo scenario di devastazione che si presentò, oltre alle macerie delle abitazioni, furono le ferite inferte ai monumenti principali della città; le più colpite Santa Maria Maggiore e San Pietro, come tutto il suo centro storico. Dopo quella imponente scossa, ne arrivò un'altra alle 22.15, che tagliò definitivamente le comunicazioni telefoniche e mise fuori uso i cavi della rete elettrica.

Contrariamente a quanto si pensi, Tuscania come tutto il Viterbese, non è classificata zona sismica; tuttavia, nell'anno 2003 venne inserita in classe di rischio 3. Con l'ultima classificazione della regione Lazio è stata portata a rischio 2.  L'evento sismico che colpì Tuscania fu attribuito a un collasso calderico, a seguito dello svuotamento della camera magmatica; la cavità che si è venuta a creare non regge più quello che rimane in superficie, facendo crollare quello che c'è sopra per molti chilometri.  Ed è ciò che sarebbe avvenuto a Tuscania, proprio dall'intensa attività vulcanica che sta all'origine del nostro territorio, e che ancora si manifesta. Tuscania ha una grande importanza storica, che seppur si propone etrusca, attraversa anche e non solo il periodo medievale, incastrata tra lotte con lo Stato Pontificio e quelle fra Guelfi e Ghibellini. Fu scelta da regista Franco Zeffirelli nel 1968 per girare alcune scene della nota pellicola Romeo e Giulietta. A distanza di 48 anni dalla quella tragedia, vogliamo tenere accesa la memoria di chi se n'è andato senza salutare nessuno, di chi ha perso pezzi della propria vita in quel triste 6 febbraio, e di chi coloro i quali si sono spesi per ricostruire ciò che il destino ha distrutto, e ciò che ancora è rimasto da fare.

(Foto Flickr )

Redazione LR

 

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